L’esperienza non è possibile se non attraverso una forma.

Ogni azione, ogni percezione, ogni spazio abitato
necessita di un’organizzazione iconica
in cui struttura e funzione si traducono in una figura
capace di essere percepita, ricordata, vissuta.
La forma non è un esito secondario,
ma il dispositivo attraverso cui l’architettura produce senso.

La bellezza non è decorazione,
ma condizione operativa dell’esperienza e dell’azione.
Questo lavoro esplora l’architettura come costruzione di scenari sensibili,
in cui misura, luce e ritmo trasformano il dato tecnico
in esperienza condivisa.